SANTUARIO DI SANTA MARIA DI COSTANTINOPOLI

Chiesa rupestre sulla riva destra del Lao, in origine una “cappelluccia” tardo-medievale, che ha assunto la fisionomia attuale tra seconda metà del ‘600 e inizio ‘900. Di pianta a croce greca, ha tre navate scandite da archi a tutto sesto. La festività patronale della Madonna titolare fu attivata nel 1679, a ringraziamento della sua intercessione al tempo della peste del 1656.

Dal 2002 la chiesa ha la qualifica di Santuario diocesano.
All’interno, sulla parete centrale, campeggia un grande affresco di autori ignoti, eseguito in varie fasi a partire dal XVII secolo. Esso raffigura la Madonna in trono col Bambino sopra il cui capo aleggiano due angeli reggicorona; alla loro destra, un vescovo genuflesso (metafora della Chiesa trionfante post-tridentina); a sinistra, l’arcangelo Michele che trafigge il diavolo immerso nelle fiamme (simbolo della peste e dell’eresia protestante).

La rappresentazione è contornata da un voluminoso panneggio allusivo del manto protettivo della Vergine.
(a cura di Saverio Napolitano)