Impostata ad aula quadrata presumibilmente tra Sei e Settecento non si esclude fosse in origine intitolata a san Giovanni e accorsata nel giorno della sua ricorrenza (24 giugno) per i riti benauguranti alle partorienti e quelli lustrali ai neonati con difficoltà di sopravvivenza, svolti nella cripta rivelata dai restauri degli anni Ottanta del secolo scorso seguiti all’ampliamento del cimitero.
L’affresco che vi si conserva, inscritto in una lunetta, si è rivelato nella sua interezza nel corso dei lavori menzionati. Proponendo il canone iconografico della nascita del Battista, esso mostra una donna che ha appena partorito, affiancata dalla levatrice flessa sul neonato dall’aspetto esanime che immerge in una bacinella colma d’acqua, mentre due altre donne in piedi attendono di asciugarlo.
In calce è indicato l’anno di esecuzione – 1705 – modificato in 1905 per farlo coincidere con quello di costruzione del cimitero, quando la cripta fu interrata coprendo la metà inferiore dell’affresco per cancellare il ricordo dei riti lustrali. Fu risparmiata la metà superiore con la donna sul letto riconosciuta come sant’Anna, tradizionalmente invocata dai moribondi, intestandole perciò la chiesetta allo scopo di rendere il dipinto coerente con l’area cimiteriale. (a cura di Saverio Napolitano).