Sacello ad aula quadrata databile all’XI-XIII secolo, al tempo dei monaci italo-greci veneranti la Divina Sapienza. Dal 1504 fu sede del Monte di pietà fondato dal papasiderese Franceschino Forestiero, con la finalità di distribuire gratuitamente grano ai poveri. In quella circostanza, egli commissionò gli affreschi della Pietà e dei ss. Apollonia, Caterina, Lucia, Pietro e Paolo. Alla sua morte, l’opera caritativa fu proseguita da un familiare omonimo, che nel 1569 fece aggiungere le immagini dei ss. Rocco e Biagio.
Nel 1593 il vescovo di Cassano convalidò l’istituzione, in una sede contigua alla cappella ma con altre finalità, del nuovo Monte di Pietà. Dopo la peste del 1656, si devono alla patrizia concittadina Florena Mastrota gli affreschi della
Vergine di Costantinopoli in trono e di santa Sofia, con i quali fu ricomposto il legame della cappella col monachesimo mercuriense ed evidenziata la continuità ideale con i due Monti di pietà.