CAPPELLA DELLA MADONNA DEL CARMINE

Di pianta rettangolare con portichetto, risale al Settecento. E’ esemplare della sacralizzazione delle zone rurali promossa dalla religiosità controriformistica e dei riti processionali a fini propiziatori e penitenziali aventi come mete chiese fuori dalle mura urbane.

La devozione per la Madonna del Carmine si accentuò nel Regno di Napoli dopo la rivoluzione di Masaniello (1647-1648), i cui episodi di più acuta tensione ebbero come epicentro la chiesa e la piazza del Carmine a Napoli La Madonna venne perciò riconosciuta propiziatrice e garante della pace sociale e depotenziatrice dei conflitti di classe.

Nell’affresco qui conservato, datato 1724 opera del mormannese Angelo Galtieri, compare la Madonna titolare tra san Francesco di Paola e san Simone Stock protettore dell’Ordine carmelitano. (a cura di Saverio Napolitano)